Manovra: per il piano clima regia al Mase e nomine in deroga, modello Pnrr
Oltre 6 milioni fino al 2033. Fondi monitorati su ReGiS, revoca per chi non centra target
Il modello Pnrr sbarca sul Piano sociale per il clima, con una nuova struttura al ministero dell'Ambiente, quattro dirigenti nominabili anche in deroga agli ordinari limiti di legge e oltre 6 milioni di euro per il funzionamento. E' quanto prevede l'articolo 84 della manovra, che affida il monitoraggio dei finanziamenti climatici alla piattaforma informatica ReGiS, già utilizzata per il Recovery, e coinvolge direttamente l'Ispettorato generale per il Pnrr della Ragioneria dello Stato. Al ministero dell'Ambiente nascerà un'Unità di missione incaricata di coordinare, monitorare e controllare l'attuazione del Piano, fino al suo completamento e comunque non oltre il 31 dicembre 2033. La struttura sarà composta da un dirigente generale e tre dirigenti di seconda fascia, con incarichi conferibili "anche in deroga ai limiti percentuali" previsti dalla normativa sul pubblico impiego. Per il funzionamento sono stanziati circa 861mila euro nel 2027 e 912mila euro annui dal 2028 al 2033, per un totale di circa 6,3 milioni. Nessuna nuova assunzione, invece, per il personale non dirigenziale, che sarà individuato tra i dipendenti già in servizio. Anche la gestione dei fondi seguirà il modello Pnrr. I soggetti attuatori dovranno rispettare "il cronoprogramma, i traguardi e gli obiettivi" del Piano e trasmettere su ReGiS i dati sull'avanzamento degli interventi. L'Unità di missione verificherà i risultati, mentre l'Ispettorato generale per il Pnrr invierà alla Commissione europea le richieste periodiche di pagamento. In caso di ritardi, inadempienze o utilizzo irregolare delle risorse, il ministero potrà disporre la "revoca, anche parziale, del finanziamento" e recuperare le somme indebitamente erogate. Per adattare ReGiS alle nuove funzioni, la Ragioneria potrà avvalersi del supporto tecnico di Sogei.
A.Williams--TFWP