The Fort Worth Press - Italia 2026: Sfide e Speranze

USD -
AED 3.672499
AFN 66.000172
ALL 81.915831
AMD 380.151858
ANG 1.79008
AOA 916.999991
ARS 1452.0001
AUD 1.436163
AWG 1.8
AZN 1.698478
BAM 1.655536
BBD 2.022821
BDT 122.831966
BGN 1.67937
BHD 0.377077
BIF 2987.661537
BMD 1
BND 1.276711
BOB 6.964795
BRL 5.261801
BSD 1.004342
BTN 91.842522
BWP 13.228461
BYN 2.875814
BYR 19600
BZD 2.019858
CAD 1.36782
CDF 2155.000038
CHF 0.778496
CLF 0.021907
CLP 865.000438
CNY 6.946499
CNH 6.93615
COP 3612
CRC 498.70812
CUC 1
CUP 26.5
CVE 93.33655
CZK 20.59045
DJF 178.843207
DKK 6.32741
DOP 63.484264
DZD 129.927036
EGP 47.084604
ERN 15
ETB 156.676691
EUR 0.84724
FJD 2.206603
FKP 0.729754
GBP 0.73136
GEL 2.69496
GGP 0.729754
GHS 11.012638
GIP 0.729754
GMD 73.498019
GNF 8819.592694
GTQ 7.706307
GYD 210.120453
HKD 7.81115
HNL 26.532255
HRK 6.384199
HTG 131.728867
HUF 322.649652
IDR 16776
ILS 3.10084
IMP 0.729754
INR 90.299501
IQD 1315.670299
IRR 42125.000158
ISK 123.019691
JEP 0.729754
JMD 157.811362
JOD 0.708991
JPY 155.542502
KES 129.550374
KGS 87.450291
KHR 4046.744687
KMF 417.999937
KPW 900
KRW 1450.770151
KWD 0.30715
KYD 0.836906
KZT 507.178168
LAK 21598.652412
LBP 89936.006501
LKR 311.010475
LRD 186.300651
LSL 16.079552
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.345176
MAD 9.158604
MDL 17.00314
MGA 4482.056104
MKD 52.227297
MMK 2099.986463
MNT 3564.625242
MOP 8.079484
MRU 39.911729
MUR 45.649967
MVR 15.449833
MWK 1742.758273
MXN 17.38225
MYR 3.945497
MZN 63.749689
NAD 16.079688
NGN 1400.540255
NIO 36.985739
NOK 9.697115
NPR 147.062561
NZD 1.663355
OMR 0.3845
PAB 1.004342
PEN 3.382683
PGK 4.306869
PHP 58.866499
PKR 281.341223
PLN 3.57701
PYG 6677.840135
QAR 3.671415
RON 4.317502
RSD 99.503989
RUB 76.449696
RWF 1469.427172
SAR 3.750059
SBD 8.058101
SCR 15.05913
SDG 601.5051
SEK 8.951115
SGD 1.270985
SHP 0.750259
SLE 24.475031
SLL 20969.499267
SOS 574.437084
SRD 38.025018
STD 20697.981008
STN 20.754973
SVC 8.788065
SYP 11059.574895
SZL 16.083999
THB 31.501499
TJS 9.380296
TMT 3.51
TND 2.897568
TOP 2.40776
TRY 43.479195
TTD 6.79979
TWD 31.572001
TZS 2588.080817
UAH 43.28509
UGX 3587.360437
UYU 38.963238
UZS 12278.117779
VES 369.79158
VND 25997.5
VUV 119.156711
WST 2.710781
XAF 555.683849
XAG 0.012162
XAU 0.000209
XCD 2.70255
XCG 1.81001
XDR 0.691072
XOF 555.251107
XPF 100.950591
YER 238.375016
ZAR 16.02862
ZMK 9001.200706
ZMW 19.709321
ZWL 321.999592

Italia 2026: Sfide e Speranze




Il 2025 è stato un anno che ha segnato la politica italiana con un mix di stabilità governativa, confronti interni e prese di posizione su questioni internazionali. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha consolidato il proprio sostegno conservando una solida maggioranza parlamentare e guadagnando una popolarità stabile. L’esecutivo ha privilegiato la prudenza di bilancio, mantenendo sotto controllo il deficit e ricevendo il plauso delle agenzie di rating, ma ha rinviato riforme strutturali: l’economia italiana resta frenata da burocrazia, costi energetici, tasse elevate e demografia in calo, e le stime internazionali indicano una crescita modesta dello 0,5 % nel 2025 e dello 0,8 % nel 2026.

Le principali sfide interne del 2025
Referendum falliti e riforme mancate. Nel giugno 2025 i cittadini sono stati chiamati a pronunciarsi su cinque quesiti abrogativi che avrebbero ridotto da dieci a cinque anni il periodo di residenza richiesto per la cittadinanza e rafforzato i diritti dei lavoratori. Il quorum del 50 % non è stato raggiunto e tutte le proposte sono decadute. La partecipazione ridotta è stata interpretata come segnale di disaffezione, e la maggioranza di governo ha visto rafforzata la propria linea di status quo.

Infrastrutture e polemiche. Ad agosto l’esecutivo ha dato l’approvazione finale al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, destinato a diventare il più lungo ponte a campata unica del mondo. Il costo stimato di 13,5 miliardi di euro e l’inserimento dell’opera tra le spese di difesa hanno suscitato dibattito: i sostenitori lo considerano un volano per l’economia meridionale, mentre gli oppositori evidenziano rischi sismici, impatto ambientale e possibili infiltrazioni mafiose.

Diritti civili e giustizia. Nel luglio 2025 la Corte costituzionale ha stabilito che entrambi i membri di una coppia lesbica hanno diritto al congedo di paternità di dieci giorni, riconoscendo la parità di trattamento fra genitori dello stesso sesso. Sul fronte dell’immigrazione il progetto del governo di trattare le richieste d’asilo in Albania ha subito un duro colpo: la Corte di giustizia dell’UE ha imposto criteri più rigorosi per designare un Paese sicuro e ha riconosciuto il diritto a un pieno controllo giudiziario.

Proteste e tensioni sociali. L’autunno è stato attraversato da scioperi e manifestazioni. A settembre una vasta mobilitazione in solidarietà con Gaza ha visto la partecipazione di lavoratori e studenti; lo sciopero generale ha paralizzato trasporti, scuole e porti e ha contestato la posizione di Roma e dell’UE sul conflitto. Manifestazioni pro‑palestinesi si sono ripetute per mesi in molte città, talvolta sfociate in scontri con la polizia. Anche il movimento sindacale ha protestato contro la legge di bilancio, denunciando salari stagnanti e precarietà.

Eventi simbolici e lutti
Il 2025 resterà nella memoria anche per eventi che hanno coinvolto la società e le istituzioni. In aprile è scomparso Papa Francesco e in maggio è stato eletto Leone XIV, primo pontefice statunitense, che nel suo primo messaggio ha invocato la pace e il dialogo tra i popoli. Numerose mobilitazioni hanno ricordato vittime di femminicidi e atti di violenza, mentre la riapertura del caso Garlasco ha alimentato il dibattito sulla giustizia. A dicembre l’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana come patrimonio culturale immateriale, celebrando la capacità del Paese di trasformare il cibo in cultura.

Politica economica e bilancio 2026
La fine dell’anno è stata dominata dalla discussione sulla legge di bilancio 2026. Il Parlamento ha approvato una manovra da circa 22 miliardi di euro che mira a ridurre il deficit al 2,8 % del PIL, al di sotto del precedente obiettivo del 3 %. Il governo l’ha definita «seria e responsabile», concentrata su famiglie, lavoro, imprese e sanità, mentre l’opposizione l’ha giudicata austera e incapace di affrontare salari bassi e tasse elevate. Un quarto delle risorse deriva da imposte su banche e assicurazioni, e la Banca centrale europea ha avvertito che queste misure potrebbero limitare il credito a famiglie e aziende. Al tempo stesso gli economisti avvertono che il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’UE, principale motore di crescita, si esaurirà nel 2026, lasciando l’Italia vulnerabile senza riforme strutturali.

Il ruolo di Roma sulla scena internazionale
Sostegno all’Ucraina. Alla fine del 2025 il Consiglio dei ministri ha prorogato gli aiuti militari e civili all’Ucraina fino al 2026, approvando un decreto che prevede la fornitura di veicoli, materiali e dispositivi per la difesa antiaerea e logistica. Nonostante le resistenze di una parte della coalizione, il testo estende anche i permessi di soggiorno per i cittadini ucraini fino al 2027. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che l’Italia sosterrà Kyiv sul piano militare, economico e politico. Dal 2022 Roma ha inviato oltre 3 miliardi di euro di aiuti e tredici pacchetti di assistenza, sebbene in misura inferiore ad altre potenze europee.

Politica estera cauta. La premier Meloni ha rafforzato la propria immagine internazionale partecipando attivamente ai vertici europei e sostenendo la linea atlantica. Tuttavia ha scelto una linea prudente su molte crisi, privilegiando la stabilità interna e l’interesse nazionale. La politica migratoria resta uno dei dossier più controversi: il governo ha stretto accordi con Paesi del Nord Africa per contenere le partenze, ma l’UE ha imposto maggiori garanzie legali.

Prospettive per il 2026
Il 2026 si apre con sfide complesse. Oltre al rallentamento economico e alla fine dei fondi europei, il governo dovrà far fronte al caro‑vita, alla povertà e a una demografia sempre più anziana. Le tensioni sociali potrebbero proseguire se non si affrontano salari bassi e precarietà. Sul piano internazionale, Roma dovrà continuare a sostenere l’Ucraina con forniture militari e aiuti umanitari e lavorare per una pace giusta, anche sotto la pressione di alleati e opinione pubblica.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio del 1° gennaio 2026, ha messo al centro la ricerca della pace. Ha evocato la devastazione delle città ucraine e l’inverno senza luce né calore per i civili e ha parlato della tragedia di Gaza dove «sono morti neonati per il freddo». Ha condannato chi «nega la pace perché pensa di essere forte» e ha invitato a disarmare le parole e a non arrendersi al senso di impotenza. Celebrando gli 80 anni della Repubblica, ha ricordato la lotta per il voto femminile, le conquiste sociali, l’impegno di magistrati come Falcone e Borsellino contro la mafia e i progressi nel campo dei diritti e della cultura. Mattarella ha esortato gli italiani a sentirsi responsabili e a costruire un’Italia unita, capace di affrontare disuguaglianze, corruzione e crimini ambientali. Ha parlato ai giovani invitandoli a essere esigenti e coraggiosi, scegliendo il proprio futuro e partecipando alla vita democratica.

Conclusione
L’anno appena trascorso ha mostrato un’Italia in equilibrio tra continuità e cambiamento. Il governo ha preferito la stabilità e la disciplina fiscale, ma molte questioni — dal lavoro ai diritti, dal clima sociale ai rapporti internazionali — restano aperte. Il 2026 richiederà scelte coraggiose: sostenere l’Ucraina contro l’aggressione russa, investire in infrastrutture e innovazione, rafforzare la coesione sociale e garantire la partecipazione dei giovani. La consapevolezza delle proprie radici e delle sfide future, richiamata dal presidente Mattarella, potrà essere la bussola per un nuovo patto civico e una politica che guardi oltre l’emergenza quotidiana.