The Fort Worth Press - Loznitsa, L'Europa che taglia i fondi alla Biennale? Un'idiozia assoluta

USD -
AED 3.672502
AFN 63.999692
ALL 81.442168
AMD 361.356205
ANG 1.789785
AOA 918.000238
ARS 1531.580988
AUD 1.424299
AWG 1.8025
AZN 1.719283
BAM 1.751936
BBD 2.019841
BDT 124.502291
BGN 1.747831
BHD 0.378636
BIF 3009.562199
BMD 1
BND 1.2812
BOB 12.160165
BRL 5.437703
BSD 1.002889
BTN 95.171425
BWP 13.855559
BYN 2.954181
BYR 19600
BZD 2.016885
CAD 1.39796
CDF 2315.000088
CHF 0.82319
CLF 0.025248
CLP 993.709674
CNY 6.661101
CNH 6.64394
COP 3218.67
CRC 456.02956
CUC 1
CUP 24.068509
CVE 98.772786
CZK 21.781998
DJF 178.577987
DKK 6.681965
DOP 60.786026
DZD 135.75098
EGP 55.859529
ERN 15
ETB 161.902139
EUR 0.89406
FJD 2.243701
FKP 0.746765
GBP 0.746245
GEL 2.600526
GGP 0.746765
GHS 11.683612
GIP 0.746765
GMD 74.000185
GNF 8876.049714
GTQ 7.66695
GYD 210.211851
HKD 7.845765
HNL 26.9551
HRK 6.76901
HTG 131.391307
HUF 327.051007
IDR 18160
ILS 3.13695
IMP 0.746765
INR 94.83495
IQD 1520.31173
IRR 1868415.000232
ISK 121.589852
JEP 0.746765
JMD 159.364013
JOD 0.708976
JPY 157.774983
KES 129.939796
KGS 87.448701
KHR 4091.870006
KMF 440.999742
KPW 899.999961
KRW 1340.915017
KWD 0.31117
KYD 0.835759
KZT 454.722981
LAK 22579.734941
LBP 89806.69145
LKR 333.576685
LRD 170.480349
LSL 16.713128
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.446758
MAD 9.860886
MDL 17.951359
MGA 4536.110178
MKD 55.157433
MMK 2099.693878
MNT 3599.326016
MOP 8.10391
MRU 40.665547
MUR 47.289736
MVR 15.449853
MWK 1738.573508
MXN 18.768035
MYR 4.067403
MZN 63.909996
NAD 16.713053
NGN 1344.520036
NIO 36.905162
NOK 9.212103
NPR 152.274101
NZD 1.78001
OMR 0.384271
PAB 1.003001
PEN 3.471087
PGK 4.563879
PHP 63.603969
PKR 277.436793
PLN 3.94685
PYG 5875.265928
QAR 3.655843
RON 4.7733
RSD 105.271644
RUB 80.624757
RWF 1480.416527
SAR 3.764539
SBD 8.058206
SCR 14.712529
SDG 601.505413
SEK 9.799205
SGD 1.278509
SHP 0.748335
SLE 22.864817
SLL 20969.504398
SOS 573.104915
SRD 37.619501
STD 20697.981008
STN 21.946031
SVC 8.775026
SYP 13001.999685
SZL 16.707648
THB 33.777496
TJS 9.231424
TMT 3.5
TND 2.999059
TOP 2.40776
TRY 49.970498
TTD 6.799808
TWD 32.585
TZS 2642.997972
UAH 45.485612
UGX 4262.104179
UYU 40.318896
UZS 12028.32407
VES 887.479801
VND 25791
VUV 118.915185
WST 2.776217
XAF 586.465001
XAG 0.019887
XAU 0.000255428494
XCD 2.70255
XCG 1.807408
XDR 0.707052
XOF 586.465001
XPF 106.82886
YER 236.195061
ZAR 16.68449
ZMK 9001.199662
ZMW 20.222595
ZWL 321.999592
SSP 5745.217636
MXV 2.113638
Loznitsa, L'Europa che taglia i fondi alla Biennale? Un'idiozia assoluta
Loznitsa, L'Europa che taglia i fondi alla Biennale? Un'idiozia assoluta

Loznitsa, L'Europa che taglia i fondi alla Biennale? Un'idiozia assoluta

Il regista ucraino fuori concorso con il documentario Imperium

Dimensione del testo:

(dell'inviata Francesca Pierleoni) Le polemiche come quella su Ilya Khrzhanovsky, presente in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con Dau, "nascono per spostare la nostra attenzione dalle cose ben più importanti. Questa questione è stata imposta dai politici perché la cultura è un target molto facile. Provate a combattere chi fa le guerre. Provate a non comprare il petrolio e il gas russi". Lo dice al Lido, parlando con i giornalisti, il regista ucraino di origini bielorusse Sergei Loznitsa, fuori concorso quest'anno con il documentario Imperium, viaggio per immagini in varie repubbliche dell'allora Unione Sovietica, realizzato interamente con materiali d'archivio dimenticati da tempo, girati tra il 1970 e il 1973 da cineasti italiani, fra i quali Folco Quilici, Gianni Bonicelli, Luigi Di Gianni, Giorgio Arlorio, Giuseppe Ferrara, Rudi Assuntino. Tornando all'attualità, secondo Loznitsa "i politici non possono permettersi di rinunciare a comprare di nascosto il gas russo, allora riversano la nostra attenzione e le polemiche sulla Biennale. Per esempio c'è quello che è accaduto con lo scandalo attorno alla Biennale questa primavera, è un'idiozia assoluta perché togliendo il finanziamento europeo alla Biennale di 2 milioni hanno tolto i fondi ai partecipanti alla Biennale, perché sono cittadini dell'Europa. Quindi hanno tagliato il ramo su cui sono seduti loro. È kafkiano, è autolesionista", sottolinea. Venendo al documentario (prodotto da Essential Film, Kino Produzioni con Rai Cinema, Luce Cinecittà, Société Parisienne de Production, Arte France/Studio Uljana), Imperium nasce dalla sua rielaborazione dei materiali di tre archivi italiani, Aamod, Archivio Luce Cinecittà e CSC - Cineteca Nazionale, per un viaggio immersivo, che passa fra gli altri per i Carpazi, il deserto del Karakum in Turkmenistan, le repubbliche caucasiche di Georgia, Armenia e Azerbaigian arrivando in Uzbekistan e Tagikistan e infine al Pacifico, senza dimenticare Mosca o l'allora Leningrado. Un percorso di tre ore, nato lavorando su 482 rulli di pellicola principalmente super 16mm colore, per un totale di quasi 60 ore di girato, di cui sono in gran parte andate perdute le registrazioni sonore, che Loznitsa ha ricreato con un'attenzione mimetica. Così entriamo in pezzi di vite e eventi pubblici, agli inizi degli anni '70, sfilate militari, compere a Natale, soldati in licenza, scuole, balli, feste locali, grandi magazzini e piccoli mercati. Mondi profondamente eterogenei, nonostante se ne proclamasse l'unità. "L'Urss era un impero molto più duro e autoritario dell'Impero russo stesso - spiega Loznitsa nel materiale sul film -. Il termine "Impero sovietico" fu coniato dai politici negli Stati Uniti e nell'Europa occidentale durante la Guerra Fredda. L'8 marzo 1983, Ronald Reagan definì l'Urss un "Impero del Male" in un discorso che lasciò un segno indelebile nell'immaginario collettivo. Otto anni dopo, l'Unione Sovietica crollò. Tuttavia, la fine dello Stato non significò la completa scomparsa dell'impero; i suoi resti e le sue conseguenze continuano a plasmare le nostre vite ancora oggi. Queste - sottolinea - sono forze invisibili che persistono nel plasmare il nostro mondo".

W.Knight--TFWP