Andrea Mingardi, Guccini? Uno che scrive 'Dio è morto' non è solo un cantautore
"Non ci sarà bisogno di tanti incensatori professionisti, lui rimarrà"
"Il Maestrone, l'albero, così lo chiamava Lucio, ha salutato la compagnia. Sarebbe troppo facile parlare di dolore ma, al di là dei sentimenti privati, sto vagando random sulla pianura padana. Il professore di Pavana ci ha dato tanto e faccio fatica a pensare alla nostra regione senza di lui. Non credo ci sarà bisogno di tanti incensatori professionisti, lui rimarrà. La sua voce emiliofona dai tratti modenesi, gli occhiali, il 'pensiero peso', la sua influenza politica e culturale, le carte lunghe, Vito, il fiasco di vino buono, il suo amore per il rock'n'roll e le barzellette che mi telefonava". Il cantautore bolognese Andrea Mingardi ricorda così sui social il coetaneo Francesco Guccini. "Sì, lo so, c'è tanto altro - aggiunge - ma non è il momento delle lodi sperticate. Francesco veniva dal giornalismo e dai palchi delle balere. Pur di cultura sopraffina, era uno di noi e, guardando all'orizzonte, non intravedo nemmeno pallide imitazioni. Uno che scrive 'Dio è morto!' sessant'anni prima degli orrori che stiamo vivendo non può essere considerato riduttivamente un cantautore, un poeta moderno o un bravo scrittore. Abbiamo perso una colonna fondamentale della nostra storia e vi confesso che la notizia mi ha colpito personalmente. Ciao Maestrone e... grazie".
S.Palmer--TFWP