The Fort Worth Press - Battaglie per libertà e diritti al Festival di Cannes, da Moulin a Blanchett

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Battaglie per libertà e diritti al Festival di Cannes, da Moulin a Blanchett
Battaglie per libertà e diritti al Festival di Cannes, da Moulin a Blanchett

Battaglie per libertà e diritti al Festival di Cannes, da Moulin a Blanchett

Exharcopoulos attrice dalla vita precaria, in Hope la lotta si spinge alla fantascienza

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Battaglie per la libertà e i diritti, ma anche per uscire da un baratro interiore o per dare forma alla bellezza. Non sono mancati i combattenti, in conflitti di ieri, del presente e guardando anche al futuro, nella giornata di oggi al Festival di Cannes. Dai tre film in concorso, a due attori che abbinano allo straordinario talento, l'impegno sociale, Javier Bardem e Cate Blanchett. Fino a un artista che attraverso le fotografie ha innovato la visione del mondo, Richard Avedon, al centro del documentario firmato da Ron Howard. 
 Nella corsa per la Palma d'oro l'ungherese László Nemes, che torna in gara in un grande festival pochi mesi dopo la presenza a Venezia con Orphan, porta sulla Croisette Moulin, il ritratto dell'eroe iconico della resistenza francese, Jean Moulin, interpretato da Gilles Lellouche. La premessa da cui parte la storia è "che cosa significa resistere? Come si lotta per i propri valori fino al punto di morire per essi?" ha spiegato il cineasta. La battaglia si spinge nella fantascienza con Hope, del regista sudcoreano Na Hong-Jin, un survival sci-fi con Hwang Jung-min, Zo In-sung, Jung Ho-yeon, Taylor Russell, Cameron Britton, la coppia nell'arte e nella vita Alicia Vikander - Michael Fassbender. Al centro della trama la stazione di polizia di Hope con Bum-seok e Sung-ae che lottano per difendere il loro villaggio e la popolazione anziana, da una misteriosa creatura. Tuttavia da cacciatori diventano prede e la situazione degenera in una catastrofe globale. La lotta è interiore invece per l'attrice (interpretata da una star del cinema francese, Adele Exharcopoulos) con una vita precaria e alle prese con la dipendenza dall'alcol protagonista di Garance di Jeanne Herry. La regista ha voluto Exharcopoulos per questo progetto perché "c'è un'intensità nella vita di Adèle che si sposa perfettamente con quella dei personaggi che le vengono offerti - ha spiegato a Deadline -. È molto dedita. È anche una brava soldatessa, nel senso che si mette al servizio della storia, del film, del personaggio, e credo che attualmente sia davvero all'apice delle sue capacità recitative".
 
 Tra i tanti sguardi della giornata c'è anche quello di Avedon (nelle proiezioni speciali), il documentario che Ron Howard ha dedicato al grande fotografo newyorchese: "Era un artista globale - spiega il regista - che cattura l'attimo in tanti periodi diversi di transizione e cambiamento". 
L'arte e l'impegno si fondono nella vita di una delle interpreti più talentuose della sua generazione, Cate Blanchett che nell'incontro con il pubblico per la serie Rendez Vous, dove è stata accolta da una standing ovation, ha alternato a un affascinante viaggio nei suoi 'strumenti' di attrice e nei rapporti con molti dei più grandi registi e artisti con cui ha lavorato, da Scorsese a Del Toro, da Todd Haynes a Liv Ullmann, con un caleidoscopio di temi. Dai rifugiati, per cui si impegna come Goodwill Ambassador dell'Unhcr al #metoo, che "è stato 'ucciso' molto rapidamente". Ci sono "molte persone con una certa visibilità che possono parlare in relativa sicurezza e dire: 'Questo è successo anche a me', ma la cosiddetta persona comune che dice 'me Too' perché viene messa a tacere? Eppure è emerso uno strato sistemico di abusi, non solo in questo settore, ma in tutti, e se non si identifica un problema, non lo si può risolvere. Si sta cercando di insabbiarlo invece". Tra le tante prese di posizione dell'attrice c'è quella contro la guerra a Gaza: un tema sul quale anche Javier Bardem non ha mai avuto paura di esporsi, anche pagando il costo, stando a quanto emerso negli ultimi giorni, di essere finito in una sorta di lista nera di Hollywood per le stars che denunciano i crimini contro i palestinesi. La paura che per il suo impegno possa perdere dei lavori a cui tiene come attore "esiste, ma bisogna pur agire nonostante la paura - ha spiegato Bardem nella conferenza stampa di El ser querido (The beloved), il film di Rodrigo Sorogoyen di cui è protagonista, già dato tra i favoriti ai premi -. La cosa importante è potersi guardare allo specchio ed essere a proprio agio con la propria etica. E per me è sempre stato così, perché mia madre mi ha insegnato a essere in questo modo. Non c'è un piano B".

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J.Ayala--TFWP