The Fort Worth Press - Con nayt a Sanremo la profondità dei rapporti umani senza sovrastrutture

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Con nayt a Sanremo la profondità dei rapporti umani senza sovrastrutture
Con nayt a Sanremo la profondità dei rapporti umani senza sovrastrutture

Con nayt a Sanremo la profondità dei rapporti umani senza sovrastrutture

L'artista urban duetta con Joan Thiele sull'amore perduto di De André

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+++ EMBARGO PER I SITI WEB FINO ALLE 23.59 DI OGGI +++ (di Cinzia Conti) Il termine rapper gli sta decisamente stretto addosso perché nayt, nome d'arte di William Mezzanotte, che per la prima volta si presenta in gara alla 76/a edizione di Sanremo con il brano 'Prima che' è un artista davvero molto sfaccettato. Tra l'urban e il cantautorato sfonda ogni confine di genere e vuol dare voce all'inquietudine e alle contraddizioni dell'essere umano. "Sento più il desiderio di comunicare e penso che categorizzare qualcosa di artistico e creativo lascia un po' il tempo che trova. Il rap conscious è solo un'altra etichetta che ha preso sempre più piede in Italia negli ultimi anni ma è solo un modo nato per dire che esiste anche il rap che parla seriamente di certi temi. Ma quello in realtà c'è sempre stato. Il rap è il genere musicale più esplicito da un punto di vista testuale che noi abbiamo, perché ha tante parole e un linguaggio molto diretto. Quindi è uno specchio molto più fedele della società e del nostro linguaggio. Nel rap puoi trovare la volgarità, l'introspezione, la spiritualità, i temi sociali, la politica, la letteratura e anche il materialismo e il sessismo di cui spesso si parla perché nella società si trova anche tutta roba". E se anche il pubblico mainstream lo apprezzerà, non sarà una "sorpresa". Perché l'artista nato a Isernia e cresciuto a Roma ("mi sono sempre sentito per questo un po' il cittadino di tutta Italia, di tutto il mondo"), classe 1994, ha iniziato a fare musica a 14 anni e ha già dieci densi anni di carriera in cui ha messo a segno 3 album certificati Oro e 2 Platino. "Penso che il percorso che mi ha portato oggi a Sanremo - dice - sia stato molto semplice e lineare, ho costruito tutto questo percorso di crescita in questi anni in un modo molto lento ma solido. Vado nel modo più onesto possibile e lo sto affrontando con molto entusiasmo sinceramente, cercando di prepararmi al meglio sotto ogni aspetto. Poi come il pubblico accoglierà il mio immaginario e tutto quello che porto lo scopriremo". Uno dei pregi di nayt è il non scendere a compromessi e anche nel pezzo scelto per Sanremo ("scritto in tre ore" da Nayt e prodotto da Zef)) rompe gli schemi classici e mantiene il suo stile senza un'apertura vera e propria. "Il brano parla della volontà, del tentativo di cercare di stare insieme agli altri. E' un brano che parla della ricerca dell'identità personale e collettiva, perché penso che ci scontriamo spesso, sempre di più, soprattutto in questo periodo storico con un'incapacità di vedere l'altro, di avere dei dibattiti e dei confronti sani che ci permettono di crescere, di stare insieme, quindi piuttosto scegliamo di dividerci". Una delle barre dice "Prima che tu faccia un post / Prima che controlli i like / Prima che tu dia potere agli altri / Su quello che fai / ... chi siamo?". E nayt sottoliena: "Sono sempre dell'idea che si debba smettere di dare potere agli altri e per me questo potrebbe applicarsi anche agli strumenti esterni a noi. In questo senso i social sono uno strumento, dipende da noi come lo usiamo. Tendo più a farmi la domanda del perché li usiamo in un certo modo". Sulla differenza tra le generazioni più giovani nayt dice di non voler scadere troppo nella retorica: "I trentenni di oggi sono la generazione di mezzo, non siamo cresciuti con il telefono in mano, ma ci siamo ritrovati col telefono in mano a un certo punto da adolescenti, e poi sempre di più. Oggi si cresce veramente quasi dai primi anni di vita con questo dispositivo". Molto riflessivo e profondo anche "io Individuo", il decimo album in uscita il 20 marzo all'interno dell'album sarà contenuto anche il brano "Un uomo", uscito lo scorso ottobre perfetta introduzione al tema centrale del progetto, con la sua domanda esemplificativa: "com'è che si fa ad essere un uomo?". "Ho lavorato a un nuovo album in questo anno e mezzo - racconta nayt - parla del rapporto tra l'individuo e la collettività". Durante la serata delle cover duetterà con Joan Thiele con "La canzone dell'amore perduto" di Fabrizio De André. "Ho fatto una grandissima ricerca riguardo proprio tutto il catalogo della musica italiana e avevo da subito in testa Joan che ritengo un'artista italiana incredibile, assurda. Ero in dubbio se portare D'Andrè o Enzo Carella con Mare sopra e sotto, anzi tendevo più per quest'ultimo. Comunque erano due pezzi autoriali fortissimi. Per me era importante portare nella serata delle cover qualcosa che potesse farmi esprimere anche dal punto di vista cantautorale perché sta nel mio spettro, non sono solto un rapper". Ma come vive nayt, artista tra i più sensibili e introspettivi della sua generazione, questi tempi bui? "Io faccio sempre un passo indietro, o almeno cerco, dalle dinamiche della società attuale e vado sempre un po' più sul filosofico, sull'esistenziale. È ovvio che questo è un periodo storico molto teso, ma anche molto molto confuso. Si fa fatica a farsi un'idea su tutto, qualsiasi cosa, anche la più leggera. E se non si fa fatica a farsi un'idea, ho paura che è perché si è caduti in una trappola". Sulla polemica legata alla presenza di Israele all'Eurovision dice: "Spero di non essere travisato ma credo che bisogna valutare attentamente ogni caso e non andare sempre per partito preso. Io per esempio ammetto di essere molto ignorante su come funziona l'Eurovision fuori dall'Italia, nel senso che molti artisti dicono che l'arte è arte e non necessariamente un artista israeliano può rappresentare le cause di Israele dal punto di vista politico. Però dobbiamo anche capire come Israele si presenta, con quale artista e cosa va a rappresentare. Per questo dico che non ci sto ancora pensando. Non voglio che si pensi né che sto svagando, né che voglio dire sì o no a priori. E' un tema complesso".

W.Knight--TFWP