The Fort Worth Press - Jessie Buckley in gara per l'Oscar, 'Hamnet, amore e arte trasformano il dolore'

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Jessie Buckley in gara per l'Oscar, 'Hamnet, amore e arte trasformano il dolore'
Jessie Buckley in gara per l'Oscar, 'Hamnet, amore e arte trasformano il dolore'

Jessie Buckley in gara per l'Oscar, 'Hamnet, amore e arte trasformano il dolore'

L'attrice con il film di Chloé Zhao conquista la sua seconda nomination agli Academy Award

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(di Lucia Magi) La award season ha già una stella. Dopo i premi dei giornalisti di spettacolo, il Critics Choice Award e il Golden Globe, Jessie Buckley, a quattro anni dalla nomination come attrice non protagonista per La figlia Oscura, torna in gara gli Oscar, stavolta tra le protagoniste per il suo ruolo nell'ultimo film di Chloé Zhao, 'Hamnet - Nel nome del figlio' (in arrivo nelle sale italiane il 5 febbraio con Universal), che ha ricevuto in tutto otto candidature. "È un onore assoluto ricevere questo riconoscimento dall'Academy - ha detto l'attrice dopo la nomination - Sono così orgogliosa di essere al fianco di tutti questi straordinari artisti e dei colleghi candidati, il cui lavoro mi ha ispirato e commosso". Quando la regista premio Oscar per 'Nomadland' l'ha cercata per interpretare Agnes, l'enigmatica e viscerale moglie di William Shakespeare, l'attrice irlandese non conosceva ancora il romanzo di Maggie O'Farrell da cui è tratto il film. "Quando l'ho letto, mi ha attraversata come un oceano. Non sono riuscita a posarlo finché non l'ho finito. Sono rimasta sveglia tutta la notte — ha raccontato Buckley alla conferenza stampa per i critici a Los Angeles — C'era così tanto in quella donna che riconoscevo. Ma anche così tanto che restava insondabile. Se qualcuno mi chiedesse: chi è Agnes? Risponderei: non lo so. La sua connessione profonda con il corpo, i sentimenti, la natura è qualcosa di così viscerale da renderla effimera. Vive al di là del tempo". Dalla prima sequenza - quando la incontriamo raggomitolata sotto un albero immenso, avvolta in un abito rosso borgogna - più che una contadina dell'Inghilterra rurale del XVI secolo, Agnes ricorda una creatura del bosco o uno spirito della foresta. Proviene da una stirpe di donne capaci di vedere oltre il visibile, usa le erbe per curare e tasta l'incavo della mano per conoscere le anime di chi ha di fronte. Incontra Will (Paul Mescal, rimasto a sorpresa fuori dalle candidature), un giovane insegnante di latino che scrive febbrilmente a lume di candela, e il loro legame magnetico si trasforma presto in una famiglia: hanno tre figli, Susanna e i gemelli Judith e Hamnet. Quest'ultimo muore di peste a soli 11 anni, lasciando spazio prima al dolore acuto e poi al grigio opaco di un lutto che Agnes non lascia andare. Will invece va avanti, resta per gran parte del tempo a Londra, dove è diventato un drammaturgo di fama e sta preparando l'opera per cui più di tutto sarà ricordato: l'Amleto. "Il bellissimo libro di Maggie (O'Farrell, che è anche co-sceneggiatrice del film) parla d'amore, di morte, ma anche di metamorfosi - riflette la regista - Esplora come l'arte possa trasformare queste esperienze umane fondamentali". Le fa eco Buckley: "Hamnet mostra quanto siamo vulnerabili, fragili e vivi quando esistiamo nell'amore. Ci troviamo tutti in bilico tra vita e morte, e quello che facciamo della nostra esistenza, avere abbastanza coraggio da amare qualcuno, essere in grado di lasciarlo andare, è un atto di profonda umanità e grande forza". Il percorso di scoperta di questo personaggio così intenso non è stato lineare, riflette l'attrice, in conferenza stampa con un caschetto sbarazzino e la risata pronta. "È stato come mettersi a camminare per un sentiero e raccogliere fiori qua e là. Abbiamo creato una famiglia con queste persone straordinarie - continua, indicando i compagni di cast - e ci siamo lasciati guidare da una donna incredibile come Chloe". Zhao le risponde: "Lavorare con Jessie è in parte stregoneria, in parte miele. Per metà del tempo dovevo solo sparire e lasciarla sola, per l'altra metà bisognava creare un contenitore sicuro perché lei e il resto del cast potessero lasciarsi attraversare dalle emozioni". Nata nel 1989 a Killarney, Buckley è diventata famosa come cantante nel 2008 per la partecipazione a Britain's Got Talent, ma presto è passata al cinema, lasciando il segno in 'A proposito di Rose' di Tom Harper, 'la figlia oscura' di Maggie Gyllenhaal e 'Women Talking' di Sarah Polley, oltre che nella quarta stagione di 'Fargo'. "Più faccio questo lavoro, più voglio essere coraggiosa. Non voglio recitare, voglio solo essere - afferma commuovendosi - Su questo film, ogni scena è stata un'avventura assoluta. Non ne ho presa nessuna sotto gamba. È stato come fare un pellegrinaggio verso la parte più potente, quella della morte del piccolo Hamnet. A quel punto delle riprese, ero così piena d'amore per questo bambino (Jacobi Jupe)...non sapevo in che forma sarebbe uscito il dolore. L'ho solo sentito, l'ho vissuto", riflette l'attrice che a settembre ha presentato a Venezia un corto di Charlie Kaufman e quest'anno tornerà nelle sale nel ruolo della moglie di Frankenstein in 'La sposa!', nuova opera di Maggie Gyllenhaal.

Jessie Buckley in gara per l'Oscar, 'Hamnet, amore e arte trasformano il dolore'Jessie Buckley in gara per l'Oscar, 'Hamnet, amore e arte trasformano il dolore'Jessie Buckley in gara per l'Oscar, 'Hamnet, amore e arte trasformano il dolore'Jessie Buckley in gara per l'Oscar, 'Hamnet, amore e arte trasformano il dolore'

S.Jones--TFWP