The Fort Worth Press - Ictus, l'obesità moltiplica i rischi cerebrovascolari

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Ictus, l'obesità moltiplica i rischi cerebrovascolari

Ictus, l'obesità moltiplica i rischi cerebrovascolari

Aprile è il mese della prevenzione

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Le persone con obesità presentano un rischio maggiore di ictus rispetto alle persone con peso nella norma, anche indipendentemente da altri fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e diabete, con numerose evidenze scientifiche che mostrano come l'aumento dell'indice di massa corporea sia associato a un incremento progressivo del rischio di ictus ischemico e cardiovascolare. Lo sottolinea, in occasione di 'Aprile mese della prevenzione dell'ictus cerebrale', A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la lotta all'Ictus cerebrale). Un altro aspetto enfatizzato dall'associazione è l'obesità in età giovanile, che è, infatti, associata a un aumento significativo del rischio di incorrere in un ictus precoce. Diversi studi dimostrano che essere in sovrappeso o obesi in giovane età (fascia compresa tra i 20 e i 40 anni) comporta un rischio aumentato di oltre 1,8 volte, rispetto a coetanei con peso normale. Ulteriori dati suggeriscono che l'obesità in adolescenza può essere associata a un rischio fino a 2-3 volte maggiore di ictus prima dei 50 anni. Secondo stime epidemiologiche internazionali, circa il 10-15% dei casi di ictus ischemico può essere attribuito all'eccesso di peso corporeo. "La scienza clinica ci dimostra in modo chiaro ed evidente come l'obesità vada considerata fattore di rischio importante e modificabile per l'ictus cerebrale - dichiara Danilo Toni, direttore Unità Trattamento Neurovascolare Policlinico Umberto I di Roma e presidente del Comitato tecnico-scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv -. Intervenire presto, con prevenzione e attraverso stili di vita salutari, può ridurre significativamente l'incidenza della patologia nella popolazione". L'obesità non ha solo un impatto clinico ma comporta forti conseguenze economiche: si stima che in Italia l'obesità comporti costi complessivi di oltre 13 miliardi di euro all'anno, comprendendo spese dirette per ricoveri, visite e farmaci e costi indiretti come perdita di produttività lavorativa. Le complicanze cardio-cerebrovascolari, tra cui l'ictus cerebrale, costituiscono una parte rilevante di questi costi: stime italiane evidenziano come gli eventi cardio-cerebrovascolari correlati all'obesità generino oltre 2 miliardi di euro l'anno di spesa sanitaria diretta.

D.Ford--TFWP