The Fort Worth Press - Dolore cronico colpisce 10 milioni di italiani, 'riconoscerlo come priorità sanitaria'

USD -
AED 3.672499
AFN 66.000172
ALL 81.915831
AMD 380.151858
ANG 1.79008
AOA 916.999991
ARS 1452.0001
AUD 1.436163
AWG 1.8
AZN 1.698478
BAM 1.655536
BBD 2.022821
BDT 122.831966
BGN 1.67937
BHD 0.377077
BIF 2987.661537
BMD 1
BND 1.276711
BOB 6.964795
BRL 5.261801
BSD 1.004342
BTN 91.842522
BWP 13.228461
BYN 2.875814
BYR 19600
BZD 2.019858
CAD 1.36782
CDF 2155.000038
CHF 0.778496
CLF 0.021907
CLP 865.000438
CNY 6.946499
CNH 6.93615
COP 3612
CRC 498.70812
CUC 1
CUP 26.5
CVE 93.33655
CZK 20.59045
DJF 178.843207
DKK 6.32741
DOP 63.484264
DZD 129.927036
EGP 47.084604
ERN 15
ETB 156.676691
EUR 0.84724
FJD 2.206603
FKP 0.729754
GBP 0.73136
GEL 2.69496
GGP 0.729754
GHS 11.012638
GIP 0.729754
GMD 73.498019
GNF 8819.592694
GTQ 7.706307
GYD 210.120453
HKD 7.81115
HNL 26.532255
HRK 6.384199
HTG 131.728867
HUF 322.649652
IDR 16776
ILS 3.10084
IMP 0.729754
INR 90.299501
IQD 1315.670299
IRR 42125.000158
ISK 123.019691
JEP 0.729754
JMD 157.811362
JOD 0.708991
JPY 155.542502
KES 129.550374
KGS 87.450291
KHR 4046.744687
KMF 417.999937
KPW 900
KRW 1450.770151
KWD 0.30715
KYD 0.836906
KZT 507.178168
LAK 21598.652412
LBP 89936.006501
LKR 311.010475
LRD 186.300651
LSL 16.079552
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.345176
MAD 9.158604
MDL 17.00314
MGA 4482.056104
MKD 52.227297
MMK 2099.986463
MNT 3564.625242
MOP 8.079484
MRU 39.911729
MUR 45.649967
MVR 15.449833
MWK 1742.758273
MXN 17.38225
MYR 3.945497
MZN 63.749689
NAD 16.079688
NGN 1400.540255
NIO 36.985739
NOK 9.697115
NPR 147.062561
NZD 1.663355
OMR 0.3845
PAB 1.004342
PEN 3.382683
PGK 4.306869
PHP 58.866499
PKR 281.341223
PLN 3.57701
PYG 6677.840135
QAR 3.671415
RON 4.317502
RSD 99.503989
RUB 76.449696
RWF 1469.427172
SAR 3.750059
SBD 8.058101
SCR 15.05913
SDG 601.5051
SEK 8.951115
SGD 1.270985
SHP 0.750259
SLE 24.475031
SLL 20969.499267
SOS 574.437084
SRD 38.025018
STD 20697.981008
STN 20.754973
SVC 8.788065
SYP 11059.574895
SZL 16.083999
THB 31.501499
TJS 9.380296
TMT 3.51
TND 2.897568
TOP 2.40776
TRY 43.479195
TTD 6.79979
TWD 31.572001
TZS 2588.080817
UAH 43.28509
UGX 3587.360437
UYU 38.963238
UZS 12278.117779
VES 369.79158
VND 25997.5
VUV 119.156711
WST 2.710781
XAF 555.683849
XAG 0.012162
XAU 0.000209
XCD 2.70255
XCG 1.81001
XDR 0.691072
XOF 555.251107
XPF 100.950591
YER 238.375016
ZAR 16.02862
ZMK 9001.200706
ZMW 19.709321
ZWL 321.999592
Dolore cronico colpisce 10 milioni di italiani, 'riconoscerlo come priorità sanitaria'

Dolore cronico colpisce 10 milioni di italiani, 'riconoscerlo come priorità sanitaria'

Esperti, 'non trattarlo significa esporsi a rischio che evolva in malattia permanente'

Dimensione del testo:

Riconoscere il dolore cronico come una priorità di salute pubblica. Lo chiedono gli esperti riuniti a Roma in occasione del congresso 'Basic pain support - Aggiornamenti in Terapia del Dolore', ricordando che ne sono colpiti oltre 10 milioni di italiani. "Ignorare un dolore persistente - avvertono - significa esporsi al rischio concreto che si trasformi in una malattia permanente, complessa e difficile da trattare, una condizione che in Italia colpisce una fetta enorme della popolazione". "Oltre il 24% degli adulti in Italia soffre di dolore cronico, pari a oltre 10,5 milioni di persone. Questa prevalenza è in linea con quanto osservato negli altri paesi Europe - sottolinea Flaminia Coluzzi, docente di Anestesiologia e Terapia del Dolore all'Università Sapienza di Roma-Azienda Ospedaliera Universitaria Sant'Andrea, e presidente del Congresso - Circa un terzo di questi pazienti soffre di un dolore cronico ad alto impatto sulla qualità di vita e sulle capacità lavorative. Questi sono i pazienti che con maggiore probabilità accedono ai nostri centri specialistici di terapia antalgica. Esiste tuttavia una larga maggioranza di pazienti con dolore, che non trovano ancora sufficienti risposte alla loro sofferenza. Molti di questi ricorrono all'automedicazione, come dicono i dati sugli acquisti in autonomia di analgesici e antinfiammatori. L'auto-prescrizione, tuttavia, è un forte fattore di rischio per eventi avversi e per interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose". Il dolore cronico non è più un semplice sintomo, ma il risultato di un cambiamento a livello del sistema nervoso. Se trascurato, può compromettere mobilità, sonno, autonomia lavorativa, relazioni sociali e salute mentale. Molti pazienti vivono una quotidianità fatta di ansia, depressione, stanchezza costante e, spesso, ricorso frequente agli analgesici nella speranza di contenere un dolore che però diventa sempre più resistente. "Negli ultimi anni, la comunità scientifica ha identificato nei processi di neuroinfiammazione il nucleo centrale della cronicizzazione. In condizioni fisiologiche, cellule immunitarie residenti nel cervello e nel midollo spinale, agiscono come guardiani del sistema nervoso centrale, per mantenerne uno stato di equilibrio, in risposta a eventuali insulti esterni, di natura traumatica o infettiva. Tuttavia, quando attivi per troppo tempo, questi fenomeni neuroinfiammatori sono la causa di alterazioni che portano a patologie degenerative e a sindromi dolorose croniche, quali la fibromialgia o la sindrome dell'intestino irritabile", afferma la Coluzzi. Gli esperti riuniti al congresso 'Basic pain support' sottolineano che la differenza la fa il tempo: riconoscere il dolore cronico nella sua fase iniziale significa avere maggiori possibilità di intervenire efficacemente, modulare la neuroinfiammazione e impedire che il dolore diventi una presenza permanente nella vita del paziente, diviene essenziale anche nelle patologie dolorose croniche più frequenti, come il dolore osteoarticolare o le neuropatie dolorose. Ritardare la cura, invece, espone a percorsi più complessi e con minori probabilità di successo. Per questo motivo l'appello del congresso è rivolto a istituzioni, comunità medica e cittadini: "Il dolore cronico non è un fastidio passeggero né una condizione da sopportare: è un killer invisibile che erode lentamente qualità della vita, energie e autonomia. Servono diagnosi rapide, percorsi di cura e una maggiore consapevolezza dei meccanismi che lo generano. Intervenire subito può evitare anni di sofferenza e impedire che una condizione spesso reversibile diventi una malattia permanente", conclude l'esperta.

M.Delgado--TFWP