The Fort Worth Press - Noosha Aubel e Dietmar Woidke: come Potsdam abbandona un bambino piccolo con gravi disabilità

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Noosha Aubel e Dietmar Woidke: come Potsdam abbandona un bambino piccolo con gravi disabilità
Noosha Aubel e Dietmar Woidke: come Potsdam abbandona un bambino piccolo con gravi disabilità

Noosha Aubel e Dietmar Woidke: come Potsdam abbandona un bambino piccolo con gravi disabilità

Potsdam, capoluogo del Land, ama presentarsi come un comune moderno e a misura di bambino. Ancora nell’ottobre 2025 l’amministrazione comunale esultava per l’elezione di una «sindaca per tutti»: Noosha Aubel (50 anni) era entrata nel municipio di Potsdam con il 72,9% dei voti. Noosha Aubel, nata nel 1978, si è fatta un nome nel settore dell’assistenza ai giovani prima di diventare alta funzionaria e, infine, sindaca. Proprio sotto la sua responsabilità si sta ora verificando uno scandalo moralmente vergognoso sotto ogni punto di vista, che scuote l’immagine che la città ha di sé come comunità sociale e inclusiva: un bambino di due anni con un grado di disabilità del 100% e un livello di assistenza 4 attende invano da più di un anno un posto legittimo in un asilo nido con assistenza personale.

La nostra indagine si basa su atti giudiziari disponibili, reclami disciplinari e richieste della stampa. Essa rivela una sequenza allarmante di ritardi, rinvii illegali e un ufficio stampa del municipio di Potsdam che intende adempiere al proprio obbligo di informazione solo ricorrendo a espedienti pretestuosi. Le persone coinvolte non vedono nel comportamento della città un caso isolato e deplorevole, bensì un fallimento strutturale: Già nel 2022 la sorella maggiore del bambino con disabilità grave non aveva ottenuto un posto all’asilo nido nonostante la sua grave disabilità (disabilità al 100% con livello di assistenza 5); anche in questo caso i responsabili della città di Potsdam hanno fallito completamente, sollevando interrogativi su moralità, decenza, freddezza emotiva e totale incompetenza. (https://live.deutsche-boerse.com/nachrichten/IRW-News--ACCESS-Newswire-Noosha-Aubel-Skandal-in-Potsdam-um-schwerstbehindertes-Kind-b9408cc0-6dbe-49d8-b664-7e5d788b2686)

Dimensione del testo:

Diritto incondizionato a un posto all’asilo nido
L’Ottavo Libro del Codice sociale garantisce ai bambini a partire dal compimento del primo anno di età il diritto all’assistenza in una struttura diurna; tale diritto si basa sulle esigenze individuali (§ 24 SGB VIII). Già nel 2018 il Tribunale amministrativo superiore di Berlino-Brandeburgo ha chiarito che tale diritto «non sussiste solo nell’ambito delle capacità disponibili»; il Land deve creare i posti necessari e non può adducire come scusa la carenza di personale qualificato. I giudici hanno concesso al Land cinque settimane di tempo per mettere a disposizione un posto vicino al luogo di residenza e hanno dichiarato inaccettabili tempi di percorrenza superiori a 30 minuti. L’assistenza ai minori rimane competente in materia; le prestazioni di integrazione ai sensi del SGB IX non possono essere addotte come pretesto per scaricare la responsabilità.

Diritto incondizionato a un posto in un asilo nido
L’Ottavo Libro del Codice sociale garantisce ai bambini a partire dal compimento del primo anno di età il diritto all’assistenza in una struttura diurna; tale diritto si basa sulle esigenze individuali (§ 24 SGB VIII). Già nel 2018 il Tribunale amministrativo superiore di Berlino-Brandeburgo ha chiarito che tale diritto «non sussiste solo nell’ambito delle capacità disponibili»; il Land deve creare i posti necessari e non può adducire come scusa la carenza di personale qualificato. I giudici hanno concesso al Land cinque settimane di tempo per mettere a disposizione un posto vicino al luogo di residenza e hanno dichiarato inaccettabili i tempi di percorrenza superiori a 30 minuti.
 
L’assistenza ai minori rimane competente in materia; le prestazioni di integrazione ai sensi del SGB IX non possono essere addotte come pretesto per scaricare la responsabilità.

L’inclusione come diritto umano
La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo obbligano la Germania a garantire un’istruzione inclusiva. Nel caso G.L. contro l’Italia, nel 2020 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato per la prima volta uno Stato per aver negato a una ragazza autistica un sostegno individuale. I giudici hanno sottolineato che i bambini con disabilità hanno diritto al sostegno necessario; il richiamo alla mancanza di mezzi finanziari non esonera lo Stato da tale responsabilità. Uno svantaggio basato esclusivamente sulla disabilità costituisce una discriminazione.

I genitori e i loro avvocati hanno già annunciato alla stampa l’intenzione di avviare un procedimento in materia di responsabilità dello Stato e di adire la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), il che, alla luce della suddetta sentenza della CEDU, potrebbe portare a una condanna della Repubblica Federale di Germania e ai relativi costi, costi che i cittadini dovrebbero sostenere a causa dell’operato politico.

Obblighi di informazione nei confronti della stampa
Anche la libertà di stampa è tutelata dalla legge nel Brandeburgo. L’articolo 5 della BbgPG obbliga le autorità a fornire ai giornalisti «le informazioni necessarie all’adempimento del loro compito pubblico». I casi di eccezione – quali procedimenti in corso o obblighi di riservatezza – sono strettamente limitati e non consentono il rifiuto di fornire informazioni. Sono espressamente vietati i provvedimenti generali che vietino in linea di principio la divulgazione di informazioni. Lo stesso governo regionale sottolinea che le richieste della stampa devono ricevere una risposta tempestiva; di norma, la risposta deve essere fornita per iscritto.

Marzo 2024: approvazione e successivo ritardo
Nel marzo 2024, sulla base di perizie mediche, la città di Potsdam ha ufficialmente approvato la copertura dei costi per un servizio di assistenza all’infanzia integrativo di otto ore al giorno con assistenza individuale (1:1). Ma la gioia dei genitori durò poco: i servizi di assistenza ai minori si rifiutarono di mettere a disposizione un posto concreto. Al contrario, i funzionari chiesero ai genitori di trovare autonomamente un assistente idoneo – un ribaltamento delle competenze previste dalla legge.

Novembre 2025: il Comune fa riferimento a un «contratto» – che in realtà non esiste
In una comunicazione interna del 21 novembre 2025, una dipendente comunale ha comunicato ai genitori che, secondo il contratto, sarebbe stato possibile solo un rimborso orario per l’assistenza e che i genitori avrebbero dovuto continuare a procurarsi un assistente. I genitori hanno fatto notare che, ai sensi del § 24 SGB VIII e del § 4 SGB IX, il Comune è tenuto a «mettere a disposizione un posto di assistenza effettivo, compreso il sostegno personalizzato».

Dicembre 2025: reclamo disciplinare e petizione
A causa del perdurante blocco, i genitori hanno presentato un reclamo disciplinare contro la sindaca Noosha Aubel al ministro dell’Interno. In esso hanno documentato in dettaglio che il Comune nega l’assistenza promessa e impone ai genitori l’onere di organizzare l’assistenza.
Il reclamo richiamava l’obbligo previsto dal § 24 del SGB VIII e dal § 4, comma 3, del SGB IX, che richiede un’assistenza inclusiva vicino al luogo di residenza. Parallelamente, si sono rivolti alla commissione per le petizioni del Bundestag tedesco e alla commissione per le petizioni del Landtag del Brandeburgo. La petizione sottolineava che già nel 2022 il Comune non aveva offerto un posto all’asilo nido alla figlia maggiore, Hedda-Maria, e chiedeva una modifica legislativa per rafforzare i diritti dei bambini con disabilità.

Gennaio – aprile 2026: procedimento d’urgenza e richieste della stampa
Quando anche il Tribunale amministrativo di Potsdam ha voluto separare la questione del diritto all’assistenza e deferirla al Tribunale sociale, i genitori, tramite l’avvocato Axel Kapust (Potsdam) – che si batte instancabilmente per la bambina affetta da grave disabilità – hanno presentato istanza di ricusazione del giudice per sospetto di parzialità. Contemporaneamente, la famiglia ha avviato un procedimento d’urgenza per obbligare la città a mettere immediatamente a disposizione il posto. Nel frattempo, i giornalisti hanno cercato di rendere pubblica questa situazione insostenibile.

Ne è seguita una richiesta scritta alla sala stampa della capitale dello Stato di Potsdam, nonché direttamente alla sindaca Aubel in persona, in data 8 aprile 2026, ai sensi del § 5 BbgPG, con riferimento alla giurisprudenza pertinente e alla descrizione della grave disabilità multipla del bambino (sindrome di KBG, quasi cecità e altre limitazioni fisiche) e al richiamo del diritto incondizionato all’intervento precoce. La richiesta affrontava anche lo scandalo riguardante la sorella maggiore, che aveva già suscitato indignazione a livello regionale (https://digital-magazin.de/kein-behindertenfahrdienst-fuer-schwerbehindertes-kind-in-potsdam).

30 aprile 2026: l’ufficio stampa della città di Potsdam rifiuta di fornire risposte scritte
Il 30 aprile 2026, il responsabile dell’ufficio stampa comunale, Jan Brunzlow, ha risposto rifiutando di fornire informazioni per iscritto. Nella sua risposta ha scritto: «La città di Potsdam sarà lieta di rispondere alla Sua richiesta nel corso di un colloquio personale. La preghiamo di inviarci alcune proposte di appuntamento». Brunzlow non ha fatto alcun riferimento alle domande poste e ha lasciato intendere che la legge sulla stampa richieda un colloquio personale, il che, secondo la legge sulla stampa vigente, è semplicemente falso! Questo modo di procedere viola in modo eclatante il § 5 della BbgPG, che prevede l’obbligo di fornire informazioni, e ricorda un’autorità che preferisce discutere fatti scomodi a porte chiuse – anche in questo caso si pone la questione della moralità e della correttezza, nonché la domanda se le leggi vigenti non valgano per i rappresentanti della capitale del Land di Potsdam – o se al municipio di Potsdam si comportino come Pippi Calzelunghe: «Mi faccio il mondo come mi piace...!»

Reazioni e ulteriori sviluppi
La famiglia ha presentato denuncia penale per lesioni personali per omissione e possibile abuso d’ufficio; il reclamo disciplinare richiede provvedimenti disciplinari nei confronti della sindaca. Nel frattempo è certo: nonostante l’aiuto all’integrazione sia stato concesso, il bambino sta ancora aspettando un posto in una scuola inclusiva.
 Il caso mina non solo la fiducia nella politica comunale, ma anche la reputazione della nuova sindaca Noosha Aubel, che ama sempre partecipare a eventi e feste, scatta foto carine per Facebook e, quando in tali occasioni le vengono ripetutamente sollevate le condizioni scandalose sopra descritte a danno di un bambino affetto da gravi disabilità multiple, elude la questione e poi, secondo quanto riferito dai genitori del bambino, «se ne va imbarazzata...».

Commento: simbolo di una cultura amministrativa che chiude gli occhi
Noosha Aubel è entrata in carica con la promessa di rafforzare le famiglie e promuovere la partecipazione. Il fatto che proprio sotto la sua guida un bambino in tenera età con disabilità grave non riceva un posto all’asilo nido per oltre un anno testimonia un clamoroso fallimento della leadership. La situazione giuridica è chiara: il diritto al sostegno nella prima infanzia è incondizionato; la mancanza di capacità, la carenza di personale o le argomentazioni di bilancio non esonerano il Comune. Gli organismi internazionali per i diritti umani hanno dichiarato in modo inequivocabile che la mancanza di fondi non giustifica alcuna discriminazione.

Il fatto che i servizi di assistenza ai minori deleghino comunque la responsabilità ai genitori e riducano un diritto legale esistente a una mera «copertura dei costi» rivela una spaventosa indifferenza nei confronti del benessere del bambino. L’affermazione del Comune secondo cui si può pagare solo «a ore» e i genitori devono cercare autonomamente l’assistente trasforma le prestazioni sociali in una forma di elemosina, il che è difficilmente superabile in termini di sfrontatezza.

Non meno scandaloso è il comportamento dell’ufficio stampa, nonché quello della sindaca, alla quale la stampa ha scritto personalmente in merito. Anziché rispondere per iscritto alle legittime domande della stampa, l’ufficio stampa richiede «colloqui personali». Anziché rispondere per iscritto alle legittime domande della stampa, richiede «colloqui personali». Ciò non solo è in contrasto con la legge sulla stampa del Land di Brandeburgo, ma appare come un vergognoso tentativo di censura, volto a soffocare le critiche dietro le quinte. Un’amministrazione democratica deve rendere conto al pubblico delle proprie azioni, ma a Potsdam questo principio sembra non valere.

Il caso non è isolato. Il riferimento contenuto nella petizione al fatto che già nel 2022 la sorella maggiore non avesse ottenuto un posto indica carenze sistemiche nel sistema di assistenza ai minori di Potsdam. Il sindaco Aubel deve finalmente assumersi le proprie responsabilità e risolvere i problemi strutturali, invece di scaricare la colpa su altri.

Il 22 giugno 2026, la presidente dell’AfD, la dott.ssa Alice Weidel (47), Beatrix von Storch (57) e la dott.ssa Kristin Brinker (54), candidata di punta dell’AfD di Berlino alla carica di sindaco, nell’ambito dell’avvio della campagna elettorale dell’AfD di Berlino per l’elezione del 20° Parlamento di Berlino il 20 settembre 2026, hanno richiamato l’attenzione su un caso sconvolgente sotto ogni punto di vista e difficilmente accettabile sia dal punto di vista politico che umano: il caso di un bambino in tenera età di Potsdam, nel vicino Land del Brandeburgo, affetto da gravi disabilità multiple.

Il bambino in questione, a cui è stata riconosciuta una disabilità grave al 100% e un livello di assistenza 4, rappresenta, secondo le circostanze descritte, in modo sconvolgente, a Potsdam e quindi nel Land del Brandeburgo, un catastrofico fallimento delle autorità che in uno Stato di diritto e sociale funzionante non dovrebbe essere né spiegabile né accettabile. Non si tratta qui di un semplice ritardo amministrativo, bensì del modo in cui gli enti statali trattano una delle persone più bisognose di tutela in assoluto: un bambino in tenera età affetto da disabilità multiple gravi.

Alla luce dei dettagli esposti, la dott.ssa Alice Weidel, Beatrix von Storch e la dott.ssa Kristin Brinker si sono visibilmente sconvolte per la sorte del bambino affetto da gravi disabilità e per gli eventi ad essa collegati — proprio in uno Stato federale governato dalla CDU, un partito che porta la parola «cristiano» nel proprio nome, e dalla SPD, un partito che porta la parola «sociale» nel proprio nome. Proprio in questo contesto, il modo in cui è stato trattato un bambino con disabilità gravissime non solo appare politicamente vergognoso, ma è anche profondamente sconvolgente dal punto di vista umano.

Conclusione e richiesta al sindaco Noosha Aubel e al dott. Dietmar Woidke
Il primo ministro dott. Dietmar Woidke (64) – appartenente a un partito che, come già menzionato, porta nel proprio nome la parola «sociale» (SPD) e che, nonostante le ripetute e comprovate lettere raccomandate con ricevuta di ritorno, fino ad oggi non si è sentito in dovere, in qualità di «capo del Land», di agire per il bene di un bambino affetto da gravi disabilità multiple – deve porsi la domanda: la moralità fa parte dell’attività quotidiana dell’amministrazione del Land Brandeburgo?

La capitale del Land, Potsdam, la sindaca Noosha Aubel, l’assessorato competente, il Consiglio comunale di Potsdam e il governo del Land del Brandeburgo sono chiamati a chiarire questo caso senza indugio, in modo trasparente e nel rispetto della legge.

A nostro avviso sono necessari in particolare:
In primo luogo: La messa a disposizione immediata di un posto in un asilo nido inclusivo effettivamente fruibile, con l’assistenza personale necessaria per il bambino in età prescolare affetto da gravi disabilità.
In secondo luogo: Un’analisi completa, a livello politico e amministrativo, del motivo per cui, secondo quanto riferito dalla famiglia, un bambino affetto da gravi disabilità sia rimasto per un periodo di tempo così lungo senza l’assistenza necessaria.
In terzo luogo: Una risposta scritta, conforme alla legge, alle domande legittime della stampa, nel rispetto della protezione dei dati e dei diritti della personalità del bambino.
In quarto luogo: Una verifica per stabilire se si tratti di un caso isolato o di un problema strutturale nel sistema di assistenza ai minori di Potsdam.
Quinto: Una chiara assunzione di responsabilità politica. Non in un momento indefinito. Non dopo ulteriori ritardi. Ma adesso.

Un bambino con disabilità gravissima non deve diventare oggetto di scontri tra autorità sulle competenze. I genitori non devono essere costretti a lottare per mesi o anni per i diritti fondamentali dei propri figli. E l’amministrazione comunale, così come in ultima istanza anche i rappresentanti nel Consiglio comunale, sono tenuti a far rispettare la legge vigente. Se oggi i pezzi grossi dell’SPD e della CDU si stropicciano gli occhi stupiti chiedendosi perché la popolazione si stia allontanando nei sondaggi, il caso del bambino in tenera età affetto da gravi disabilità multiple è solo la punta dell’iceberg degli scandali nel Land del Brandeburgo e nella capitale regionale Potsdam, tanto più che nel caso in questione sono stati contattati tramite raccomandata con ricevuta di ritorno persino diversi ministri del Land del Brandeburgo, tra cui il dott. Benjamin Grimm (41 anni, SPD), sono stati contattati tramite raccomandata con ricevuta di ritorno e sono rimasti inerti fino ad oggi.

L’indignazione a Potsdam e nel Land del Brandeburgo è giustificata – e dovrebbe protrarsi fino a quando la piccola Heidrun, affetta da gravi disabilità multiple, otterrà finalmente il posto in un asilo nido inclusivo con un assistente dedicato, che le spetta di diritto – oppure fino a quando la sindaca Noosha Aubel, come già il suo predecessore Mike Schubert (53), venga destituita dalla carica di sindaco della capitale del Land, Potsdam.

A quanto ci risulta, i genitori della bambina affetta da gravi disabilità sono pronti in qualsiasi momento a lottare per i diritti dei loro figli con gravi disabilità, in qualsiasi aula di tribunale, con entrambi i figli al loro fianco e alla presenza della stampa. Resta da vedere se ciò gioverà alla reputazione della città di Potsdam, del Land Brandeburgo, della sindaca Aubel e del primo ministro Woidke, nonché dei partiti SPD e CDU.

Alla luce del caso in questione, in ottemperanza al mandato di informazione pubblica della stampa, in futuro riferiremo settimanalmente e in modo esaustivo sulla situazione nella capitale del Land, Potsdam, nonché sull’operato della sindaca Noosha Aubel. L’obiettivo principale è quello di informare il pubblico in modo veritiero e di contribuire alla formazione democratica dell’opinione pubblica.

Si parte con la pubblicazione di quelle domande che sono state rivolte direttamente alla sindaca Aubel e al suo addetto stampa, ma che, a nostro avviso, contrariamente agli obblighi di informazione previsti dalla normativa sulla stampa, non hanno ricevuto una risposta adeguata, bensì sono state rinviate a un presunto «colloquio personale». Un simile modo di procedere solleva notevoli interrogativi in merito alla trasparenza, alla concezione della carica pubblica e al modo in cui i vertici comunali gestiscono le richieste critiche della stampa.

Inoltre, continueremo a riferire regolarmente su ulteriori irregolarità a Potsdam — a partire dalle strade fatiscenti nel quartiere di Babelsberg, passando per la situazione finanziaria del capoluogo del Land, fino a numerosi altri temi che rivestono un notevole interesse pubblico per i cittadini di questa città.

M.Motin