The Fort Worth Press - Sperimentazione e prog, disco atipico per i 30 anni in musica di Gazzè

USD -
AED 3.672504
AFN 66.503991
ALL 80.629676
AMD 365.091035
AOA 917.000367
ARS 1491.937897
AUD 1.417435
AWG 1.80125
AZN 1.70397
BAM 1.691649
BBD 2.00813
BDT 123.418242
BHD 0.375989
BIF 2985.079791
BMD 1
BND 1.277602
BOB 11.849673
BRL 5.083304
BSD 0.997016
BTN 94.875232
BWP 13.457596
BYN 2.968819
BYR 19600
BZD 2.00519
CAD 1.39545
CDF 2262.50392
CHF 0.80802
CLF 0.023212
CLP 913.560396
CNY 6.747604
CNH 6.743285
COP 3142.844787
CRC 453.228387
CUC 1
CUP 26.5
CVE 95.372573
CZK 20.982104
DJF 177.546166
DKK 6.46804
DOP 58.20179
DZD 132.308956
EGP 49.555853
ERN 15
ETB 160.923669
EUR 0.86495
FJD 2.20855
FKP 0.740916
GBP 0.741235
GEL 2.610391
GGP 0.740916
GHS 11.700039
GIP 0.740916
GMD 73.503851
GNF 8756.649224
GTQ 7.607144
GYD 208.588851
HKD 7.84315
HNL 26.723176
HRK 6.518804
HTG 130.363707
HUF 314.060388
IDR 17801
ILS 2.99985
IMP 0.740916
INR 95.210504
IQD 1306.058902
IRR 1375550.000352
ISK 123.340386
JEP 0.740916
JMD 158.335856
JOD 0.70904
JPY 157.80604
KES 129.014401
KGS 87.450384
KHR 4049.647537
KMF 426.00035
KRW 1407.890383
KWD 0.30866
KYD 0.830861
KZT 467.275008
LAK 22510.919863
LBP 89282.792025
LKR 334.420274
LRD 179.959348
LSL 16.197552
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.341738
MAD 9.29222
MDL 17.337716
MGA 4254.638239
MKD 53.215413
MMK 2099.750695
MNT 3597.347644
MOP 8.056654
MRU 40.080439
MUR 47.070378
MVR 15.450378
MWK 1728.841413
MXN 17.13635
MYR 4.090104
MZN 63.905039
NAD 16.197552
NGN 1364.860377
NIO 36.690741
NOK 9.51237
NPR 151.800372
NZD 1.696641
OMR 0.382693
PAB 0.997016
PEN 3.376465
PGK 4.406003
PHP 60.705038
PKR 276.796523
PLN 3.719205
PYG 5928.296501
QAR 3.644596
RON 4.536304
RSD 101.492021
RUB 81.892834
RWF 1466.072741
SAR 3.758633
SBD 8.065696
SCR 14.449077
SDG 600.503676
SEK 9.480804
SGD 1.278104
SLE 24.603667
SOS 569.822255
SRD 37.866504
STD 20697.981008
STN 21.191022
SVC 8.723782
SZL 16.194265
THB 33.050369
TJS 9.197509
TMT 3.51
TND 2.929032
TRY 47.697504
TTD 6.757774
TWD 32.250604
TZS 2639.622886
UAH 44.653894
UGX 3714.050945
UYU 40.133201
UZS 11924.058297
VES 755.762404
VND 26204.5
VUV 119.414824
WST 2.733661
XAF 567.363231
XAG 0.015731
XAU 0.00023
XCD 2.70255
XCG 1.796912
XDR 0.705618
XOF 567.363231
XPF 103.152705
YER 238.403589
ZAR 16.14632
ZMK 9001.203584
ZMW 18.818492
ZWL 321.999592
Sperimentazione e prog, disco atipico per i 30 anni in musica di Gazzè
Sperimentazione e prog, disco atipico per i 30 anni in musica di Gazzè

Sperimentazione e prog, disco atipico per i 30 anni in musica di Gazzè

Frammenti e idee trascurate nel tempo, tutto alla frequenza di 432 Hz

Dimensione del testo:

(di Cinzia Conti) Frammenti e idee trascurate nel tempo, tutto alla frequenza di 432 Hz in un progetto tra sperimentazione pura e suggestioni progressive. Max Gazzè festeggia i trent'anni dal suo debutto discografico con "L'ornamento delle cose secondarie", un disco "atipico" - come spiega lui stesso in un incontro nella cornice acustica della Sala Voce della Triennale di Milano - che uscirà il 15 maggio. La scelta eretica di suonare tutto alla frequenza di 432 Hz è il cuore del progetto e Gazzè la definisce come come una vera e propria "resistenza etica" al suono digitale standardizzato dei 440 Hz, una sperimentazione volta a ritrovare risonanze più organiche e naturali, simili a quelle usate da Mozart o Bach, e sostenute in passato anche da Giuseppe Verdi. "Per farlo - spiega l'artista - non abbiamo usato alcuno strumento campionato: tutto ciò che sentirete è reale. Abbiamo registrato in uno studio immerso nelle campagne tra Lecce e Brindisi, portando al limite la ricerca sonora: un artigiano di Bogotà ha costruito appositamente un vibrafono accordato a questa frequenza e abbiamo atteso giorni perché il pianoforte e gli archi del Petruzzelli di Bari si assestassero su questa intonazione". Per catturare questa purezza e artigianale, da "orecchio chimico", Gazzè spiega di aver "utilizzato microfoni valvolari storici e registrato su nastro magnetico, usando persino dei timpani di batteria come risuonatori a terra per filtrare le armoniche. Ogni strumento è il risultato di un incastro perfetto tra 9 e 12 microfoni diversi, per far convivere ogni minima vibrazione". Notevole anche la scelta di lasciare intatti gli errori e le imperfezioni del nastro contro l'egemonia e l'appiattimento del computer che corregge tutto. Gazzè racconta anche di aver usato banchi analogici e nastri che "puzzavano di fritto" perché "bruciavano condensatori, pur di evitare la conversione digitale in codice binario e mantenere l'elettromagnetismo puro dello strumento". Il titolo dell'album nasce da una visione quasi fotografica della vita: "Quando scatta una foto, non cerca il soggetto al centro, ma osserva prima la composizione delle ombre. L'obiettivo è dare importanza ai dettagli marginali affinché diventino primari, riflettendo una nuova consapevolezza che arriva con il procedere dell'età". Con questi venti brani Gazzè ha voluto dare un senso compiuto "a bozze rimaste in sospeso, lavorando sulla musicalità intrinseca delle parole". "Ho ripreso - dice - alcuni testi di mio fratello, già parzialmente adattati per i miei primi due album del '96 e del '98, e li ho lasciati liberi di guidare la musica attraverso le loro assonanze e rime interne. Il risultato è un lavoro dalle strutture aperte, quasi "progressive", dove la melodia segue il suono naturale del testo senza l'obbligo della classica forma canzone". Alcuni titoli del passato come "L'eremita" e "Sul filo" riemergono trasformati e riletti con la consapevolezza del 2026 in una "Parte II". Poi ci sono la perdita delle illusioni e e la trasformazione verso l'essenziale de "Il contadino magro", la responsabilità morale e la tensione verso la giustizia de "La legge dell'etica", la denuncia politica contro la mercificazione del mondo e la chiamata alla responsabilità collettiva di "Terra Madre", l'organo Hammond faticosamente accordato de Il matrimonio di tua figlia, i monologhi drammatici di "Io, Giuda" che dà voce al traditore per eccellenza mentre chiede perdono. Nell'incontro milanese non manca l'omaggio commosso a Franco Battiato, ricordato come una figura paterna e ironica: "Non mi faceva salire sul palco senza prima aver ascoltato una barzelletta in inglese". Gazzè lo incontrò nel 1996 e Battiato, che solitamente non faceva aperture, ascoltò i suoi brani acustici e gli chiese di aprire l'intero tour di 'L'ombrello e la macchina da cucire'. Il viaggio sonoro di questo album sboccherà in un tour autunnale che punta sulla formula della "residenza artistica": Gazzè abiterà i palchi dei teatri italiani per tre sere consecutive in ogni città, partendo da Spoleto il 10 ottobre e toccando Mestre, Palermo, Napoli, Milano e molte altre piazze, prima di chiudere con una maratona di cinque date all'Auditorium Parco della Musica di Roma dal 26 al 30 dicembre. Prima del tour, l'artista incontrerà il pubblico negli instore di Roma, Milano, Torino e Bologna a partire dal giorno dell'uscita.

L.Coleman--TFWP