The Fort Worth Press - Tokyo torna a sostenere lo yen, spesi 10.000 miliardi di yen sul forex

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Tokyo torna a sostenere lo yen, spesi 10.000 miliardi di yen sul forex
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Tokyo torna a sostenere lo yen, spesi 10.000 miliardi di yen sul forex

Quarta operazione in una settimana, cambio stabile a quota 156 su dollaro

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Il Giappone avrebbe impiegato circa 4.000 miliardi di yen, pari a circa 21,7 miliardi di euro, nell'ultimo intervento sul mercato valutario, portando a circa 10.000 miliardi di yen il totale delle operazioni condotte tra il 30 aprile e i primi giorni di maggio. La stima, elaborata dagli operatori sulla base dei dati della Banca del Giappone e rilanciata dai media nipponici, alimenta le ipotesi di una nuova serie di interventi a sostegno della valuta nazionale. Nelle ultime sedute, tra venerdì, lunedì e mercoledì, il mercato dei cambi ha registrato movimenti improvvisi, con lo yen rafforzatosi rapidamente nei confronti del dollaro fino all'area di quota 155, innescando speculazioni su ulteriori azioni delle autorità dopo il primo intervento del 30 aprile. In quella occasione la moneta giapponese era scivolata fino alla soglia di 160 sul biglietto verde, il livello più debole dall'estate del 2024. Dopo il rialzo di mercoledì - il più marcato dalla fine di febbraio - lo yen si è poi stabilizzato intorno a quota 156. Le autorità monetarie giapponesi, come da prassi, non hanno confermato né smentito le operazioni sul mercato. Tokyo era già intervenuta più volte nel 2024 per contrastare il deprezzamento della valuta: a luglio aveva speso 5.530 miliardi di yen dopo che lo yen era sceso ai minimi da 38 anni, mentre tra aprile e maggio dello stesso anno gli interventi avevano raggiunto il livello record di 9.790 miliardi. Sulla valuta nipponica continua a pesare l'ampio differenziale dei tassi con gli Stati Uniti, a cui si è aggiunto il rafforzamento del dollaro come bene rifugio in seguito all'escalation in Medio Oriente dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran a fine febbraio. Anche il rialzo dei prezzi del greggio, alimentato dalle tensioni legate al blocco dello Stretto di Hormuz, ha contribuito ad aumentare la pressione sull'economia giapponese, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche. Uno yen debole favorisce la competitività delle esportazioni giapponesi, ma comporta al tempo stesso un aumento del costo delle importazioni, aggravando le pressioni inflazionistiche in un contesto di persistente instabilità geopolitica.

L.Coleman--TFWP