The Fort Worth Press - Rapporto Reuters, l'ANSA ancora prima per affidabilità

USD -
AED 3.672977
AFN 65.000285
ALL 80.973319
AMD 360.400479
ANG 1.789785
AOA 916.999739
ARS 1545.048113
AUD 1.439108
AWG 1.8
AZN 1.696981
BAM 1.742632
BBD 2.013837
BDT 124.53501
BGN 1.747831
BHD 0.377434
BIF 2988.029527
BMD 1
BND 1.276378
BOB 12.072829
BRL 5.483201
BSD 0.99988
BTN 94.413878
BWP 13.698105
BYN 2.983174
BYR 19600
BZD 2.010897
CAD 1.398525
CDF 2315.000188
CHF 0.814535
CLF 0.024744
CLP 973.869549
CNY 6.669803
CNH 6.66461
COP 3235.61
CRC 453.42968
CUC 1
CUP 23.9964
CVE 98.242128
CZK 21.650296
DJF 177.720238
DKK 6.650475
DOP 60.044461
DZD 136.053841
EGP 53.907005
ERN 15
ETB 164.103855
EUR 0.88975
FJD 2.244697
FKP 0.743037
GBP 0.74185
GEL 2.604971
GGP 0.743037
GHS 11.662561
GIP 0.743037
GMD 74.487821
GNF 8856.535705
GTQ 7.641212
GYD 209.491818
HKD 7.84326
HNL 26.873438
HRK 6.76901
HTG 131.039306
HUF 324.26698
IDR 18089
ILS 3.20125
IMP 0.743037
INR 94.52295
IQD 1515.768465
IRR 1891353.000122
ISK 121.739696
JEP 0.743037
JMD 158.589013
JOD 0.708961
JPY 157.645505
KES 129.90203
KGS 87.449302
KHR 4068.086547
KMF 440.999677
KPW 899.999961
KRW 1355.974975
KWD 0.31055
KYD 0.833278
KZT 449.579663
LAK 22503.085086
LBP 89535.66385
LKR 332.405209
LRD 169.973716
LSL 16.385571
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.400941
MAD 9.743884
MDL 17.877334
MGA 4533.405801
MKD 54.751198
MMK 2099.845134
MNT 3601.453525
MOP 8.079209
MRU 40.394356
MUR 46.749852
MVR 15.45498
MWK 1733.772887
MXN 18.731265
MYR 4.047199
MZN 63.90966
NAD 16.385571
NGN 1345.149739
NIO 36.798282
NOK 9.28885
NPR 151.060503
NZD 1.78194
OMR 0.384497
PAB 0.99988
PEN 3.443981
PGK 4.554749
PHP 63.054501
PKR 276.535615
PLN 3.91405
PYG 6160.371012
QAR 3.654913
RON 4.747797
RSD 104.572977
RUB 81.499606
RWF 1472.802602
SAR 3.756339
SBD 8.051718
SCR 13.830161
SDG 601.532138
SEK 9.782402
SGD 1.27751
SHP 0.745545
SLE 22.909643
SLL 20969.504398
SOS 571.392932
SRD 37.557024
STD 20697.981008
STN 21.829489
SVC 8.748374
SYP 13001.999685
SZL 16.379099
THB 33.429848
TJS 9.223717
TMT 3.51
TND 2.979413
TOP 2.40776
TRY 50.048014
TTD 6.771597
TWD 33.078898
TZS 2642.498241
UAH 45.418655
UGX 4044.247039
UYU 40.27318
UZS 11931.375213
VES 893.76901
VND 25682.5
VUV 119.655093
WST 2.783161
XAF 583.63788
XAG 0.019096
XAU 0.000243802837
XCD 2.70255
XCG 1.80199
XDR 0.707052
XOF 583.63788
XPF 106.260608
YER 236.175022
ZAR 16.466705
ZMK 9001.19982
ZMW 20.27148
ZWL 321.999592
SSP 5745.516508
MXV 2.10788
Rapporto Reuters, l'ANSA ancora prima per affidabilità
Rapporto Reuters, l'ANSA ancora prima per affidabilità

Rapporto Reuters, l'ANSA ancora prima per affidabilità

Nel mondo crolla interesse nelle news,il 59% preoccupato da fake

Dimensione del testo:

Il crollo di interesse per le notizie nel contesto della guerra in Ucraina e Medio Oriente, i deepfake, l'avanzare dell'intelligenza artificiale, l'ascesa dei video, la scarsa disponibilità a pagare per le news online, il calo di social tradizionali come Facebook e X per la fruizione dei contenuti. Nell'anno che vede un numero record di elettori chiamati alle urne in tutto il mondo, sono questi gli elementi che generano pressioni e incertezze nel mondo dell'editoria. È il quadro che emerge dal Digital News Report 2024 dell'Istituto Reuters, che per il settimo anno consecutivo certifica l'ANSA prima in Italia per affidabilità tra le testate d'informazione. Secondo l'analisi annuale, condotta in 47 Paesi e arrivata alla tredicesima edizione, l'ANSA guida la classifica con la fiducia degli italiani che si attesta al 75%, seguono SkyTG24, Il Sole 24 Ore e il Tg La7. ANSA.it è terzo tra i siti d'informazione: il 18% lo naviga ogni settimana. Primo sito è Fanpage, secondo TgCom24 online, quarto SkyTg24, quinto Repubblica.it. Tra tv e radio, i tg Rai sono primi seguiti da Mediaset, terza TgCom24, quarta SkyTg24. Secondo il Rapporto, in Italia rimane stabile al 34% la fiducia complessiva nelle notizie, mentre calano al 10% gli italiani che pagano per gli abbonamenti. La fruizione delle notizie cartacee continua a diminuire: il 13% dichiara di utilizzare fonti di stampa (-3% su anno). Scende di quattro punti percentuali la tv (65%), mentre il 69% le fruisce online (-1% su anno). L'82% legge le notizie dallo smartphone. C'è una accelerazione della crisi dei giornali a causa di un "consistente calo delle copie vendute (-37% dal 2019 al 2023) e degli inserzionisti che preferiscono altre piattaforme". La pubblicità online (58%) ha preso il posto di quella in tv (29%) e carta stampata (5%). Ma la parte da leone (85%) la fanno Google e Facebook, con gli editori che generano solo una piccola parte (15%) dei ricavi pubblicitari digitali. A livello mondiale, il Rapporto Reuters registra un crollo record per l'interesse delle notizie e "i conflitti in Ucraina e Medio Oriente potrebbero aver avuto un impatto". Fino al 39% degli intervistati afferma di evitare le notizie (+3% su anno) con aumenti più significativi in ;;Brasile, Spagna, Germania e Finlandia. In stallo gli abbonamenti: solo il 17% dichiara di aver pagato per le news. "Le prospettive di attirare nuovi abbonati restano limitate per lo scarso interesse e l'abbondanza di fonti gratuite. Il 55% di chi attualmente non è abbonato non pagherebbe nulla per le notizie online", osserva la ricerca. Nell'anno in cui miliardi di cittadini sono chiamati nel mondo, sei persone su 10 (il 59%) sono allarmate perchè non riescono a distinguere online i contenuti affidabili da quelli inaffidabili, soprattutto su piattaforme come TikTok e X, l'ex Twitter. E cautela viene espressa dai 100mila intervistati sull'uso dell'intelligenza artificiale generativa per le notizie, soprattutto le 'hard news' come la politica e la guerra. Solo il 23% negli Usa e il 15% in Europa è favorevole alla scrittura prevalentemente con l'IA e la supervisione umana. C'è più apertura a notizie scritte da giornalisti con l'aiuto dell'intelligenza artificiale generativa: favorevole il 42% in Usa e il 33% in Europa. Cresce infine il formato video per la fruizione di notizie - il 66% accede ogni settimana, soprattutto i giovani - mentre i podcast restano "un'attività minoritaria". Cala infine la fruizione delle news dai social tradizionali come Facebook e X. "Questo ecosistema più complicato e la crescente concorrenza nel catturare l'attenzione dei lettori costringono giornalisti ed editori a lavorare molto più duramente per catturare il pubblico e convincerlo a pagare per le notizie", conclude Rasmus Nielsen, direttore dell'Istituto Reuters.

J.P.Cortez--TFWP