The Fort Worth Press - Ecco chi sta fermando René Redzepi, dentro le proteste di Los Angeles

USD -
AED 3.673042
AFN 65.000368
ALL 81.264432
AMD 360.340403
ANG 1.789785
AOA 917.000367
ARS 1545.478604
AUD 1.456898
AWG 1.8
AZN 1.70397
BAM 1.75029
BBD 2.013844
BDT 124.537437
BGN 1.747831
BHD 0.37735
BIF 3010
BMD 1
BND 1.281347
BOB 11.99429
BRL 5.509404
BSD 0.999897
BTN 93.858629
BWP 13.774679
BYN 2.994523
BYR 19600
BZD 2.011053
CAD 1.412404
CDF 2320.000362
CHF 0.820325
CLF 0.02484
CLP 977.630396
CNY 6.676504
CNH 6.67316
COP 3251.42
CRC 453.465426
CUC 1
CUP 23.998962
CVE 99.403894
CZK 21.83804
DJF 177.720393
DKK 6.709604
DOP 60.750393
DZD 136.384359
EGP 53.819404
ERN 15
ETB 164.116992
EUR 0.89761
FJD 2.265604
FKP 0.741654
GBP 0.74895
GEL 2.60504
GGP 0.741654
GHS 11.68504
GIP 0.741654
GMD 74.503851
GNF 8857.503848
GTQ 7.64085
GYD 209.627114
HKD 7.839465
HNL 26.875436
HRK 6.76901
HTG 131.052321
HUF 326.120388
IDR 18112.25
ILS 3.18593
IMP 0.741654
INR 94.07415
IQD 1515.921743
IRR 1891353.000352
ISK 122.803814
JEP 0.741654
JMD 158.687685
JOD 0.70904
JPY 158.510385
KES 129.950385
KGS 87.447804
KHR 4080.00035
KMF 442.00035
KPW 899.999961
KRW 1363.703789
KWD 0.31098
KYD 0.833408
KZT 448.201333
LAK 22505.000349
LBP 89550.000349
LKR 332.502562
LRD 170.303772
LSL 16.560381
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.430381
MAD 9.757504
MDL 17.8737
MGA 4543.684976
MKD 55.266005
MMK 2099.952938
MNT 3601.972253
MOP 8.072028
MRU 40.250379
MUR 47.030378
MVR 15.403739
MWK 1737.000345
MXN 18.63815
MYR 4.059039
MZN 63.903729
NAD 16.560377
NGN 1347.250377
NIO 36.79922
NOK 9.468039
NPR 150.173627
NZD 1.804745
OMR 0.384501
PAB 0.999964
PEN 3.442504
PGK 4.556905
PHP 63.098504
PKR 276.535369
PLN 3.94255
PYG 6249.384815
QAR 3.654602
RON 4.792204
RSD 105.604038
RUB 81.998878
RWF 1475.916015
SAR 3.754695
SBD 8.051718
SCR 14.018084
SDG 601.503676
SEK 9.89954
SGD 1.283215
SHP 0.745545
SLE 22.910371
SLL 20969.504398
SOS 571.503662
SRD 37.583504
STD 20697.981008
STN 21.925605
SVC 8.748764
SYP 13001.999685
SZL 16.560369
THB 33.568038
TJS 9.224126
TMT 3.51
TND 2.985504
TOP 2.40776
TRY 50.154604
TTD 6.780829
TWD 32.807404
TZS 2642.503628
UAH 45.297
UGX 4089.81484
UYU 40.226773
UZS 11931.108854
VES 893.769038
VND 25582.5
VUV 119.513361
WST 2.778515
XAF 588.793837
XAG 0.019249
XAU 0.00024594347
XCD 2.70255
XCG 1.801976
XDR 0.707052
XOF 588.793837
XPF 106.728476
YER 236.175037
ZAR 16.55565
ZMK 9001.203584
ZMW 20.318702
ZWL 321.999592
SSP 5745.196153
MXV 2.096865
Ecco chi sta fermando René Redzepi, dentro le proteste di Los Angeles
Ecco chi sta fermando René Redzepi, dentro le proteste di Los Angeles

Ecco chi sta fermando René Redzepi, dentro le proteste di Los Angeles

Redzepi lascia, ma ex impiegati chiedono si assuma le responsabilità degli abusi passati

Dimensione del testo:

(di Lucia Magi) Alle cinque della sera la cancellata nera della Paramour Estate a Silver Lake, in cima a una collina di Los Angeles, si schiude e lascia intravedere, in fondo a un viale di ghiaia, due enormi funghi gonfiabili gialli e rossi. Lentamente una Chevrolet dai vetri oscurati supera l'ingresso: è il primo cliente del secondo giorno di apertura del Noma a Los Angeles. Il ristorante di Copenaghen — tre stelle Michelin e cinque volte considerato il migliore al mondo — ha chiuso la sede che dal 2003 si affacciava sui canali della capitale danese e, come prima tappa di una nuova fase itinerante, si è trasferito per sedici giorni in questo quartiere radical chic della metropoli californiana. Quarantatré coperti a 1.500 dollari l'uno, esauriti in un minuto: l'apertura più esclusiva in una città dove la reputazione dei ristoranti si misura anche nei mesi di anticipo necessari per assicurarsi un tavolo. Tutto normale, non fosse per il gruppo di persone radunate davanti ai cancelli. Con cartelli e pentole scandiscono il ritmo della protesta: "Niente stelle per gli abusatori", "Stop alla violenza, basta silenzio", urlano. "Hai comprato un biglietto per una scena del crimine" e "Il lavoro non pagato ha costruito questo impero", si legge nei cartelli firmati On Fair Wage, l'associazione che da anni si batte per compensi equi nelle cucine e nelle brigate, denunciando lo sfruttamento soprattutto nei ristoranti di lusso. Più avanti degli altri, in camicia e pantaloni bianchi da chef, Jason Ignacio White tiene il ritmo della protesta. "Ho lavorato al Noma per quattro anni e mezzo, dal 2017, e dirigevo il reparto dedicato alla fermentazione. Sono qui per denunciare la violenza e lo sfruttamento nei ristoranti, in solidarietà con i miei colleghi in tutto il mondo", dice all'ANSA. Minuto, occhiali senza montatura, capelli neri tirati indietro, non ha l'aria del paladino di una rivoluzione. Eppure è lui ad aver innescato la bufera che ha costretto alle dimissioni René Redzepi, enfant prodige dell'alta cucina, inventore della "nuova nordica" e fondatore del Noma nel 2003, bramato dai potenti del pianeta e osannato dalla critica (Anthony Bourdain lo definì "senza dubbio lo chef più influente, provocatorio e importante del mondo"). "Al Noma ho vissuto condizioni inaccettabili: pugni, umiliazioni davanti ai colleghi. Lavoravo sei giorni a settimana, dalle sette del mattino all'una di notte, senza ferie. Ma era difficile parlarne - racconta - Pensi: questo è il miglior ristorante del mondo, devo essere forte. La tua famiglia dipende da te e tutto diventa molto confuso. Finisci intrappolato in un ciclo di abusi. L'industria della ristorazione non è certo famosa per incoraggiare chi denuncia. Spesso quel coraggio viene trattato come una debolezza". A febbraio, White ha rotto il silenzio. Sul suo account Instagram ha raccontato la sua storia, raccogliendo poi, previo consenso, anche gli episodi vissuti da altri ex della brigata di Copenaghen. I suoi post hanno superato in pochi giorni i 15 milioni di visualizzazioni, e hanno catalizzato migliaia di commenti che descrivono ulteriori maltrattamenti, orari di lavoro inumani a fronte di paghe ridicole, a volte inesistenti. Da lì è partita la cascata. Trentacinque testimoni sono stati intervistati dalla reporter del New York Times Julia Moskin in un'inchiesta pubblicata tre giorni prima dell'apertura del pop-up losangelino. Si sono sfilati i due principali sponsor, American Express e Blackbird, che avevano acquistato biglietti per sei serate e per 100.000 dollari rispettivamente. Messo alle strette, Redzepi ha deciso di mollare. Dopo più di 20 anni al comando del Noma, ha lasciato il trono, riconoscendo "errori passati", ma promettendo di essere migliorato. "Il clima del Noma di allora, non è quello di oggi", dice nel video postato su Instagram con cui annuncia alla brigata le dimissioni. "Non è abbastanza - risponde da fuori i cancelli White - Vogliamo trasparenza, soluzioni per le vittime. E vogliamo verifiche indipendenti. Non basta ammettere di aver avuto comportamenti sbagliati in passato e promettere che ora è tutto ok. Il Noma esiste da quasi ventitré anni; la violenza ha imperato in quel ristorante per due decenni. Un video ben montato e confezionato da un abile PR su Instagram non basta per avere giustizia". Fa appena in tempo a dirlo. I cancelli automatici si aprono di nuovo: questa volta entra una coppia a piedi, uomo e donna di mezza età, stretti l'uno all'altra mentre attorno si leva il frastuono di pentole e cori. Le proteste continuano.

Ecco chi sta fermando René Redzepi, dentro le proteste di Los Angeles

L.Coleman--TFWP